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	<title>Centro Athena Napoli &#187; centromediconapoli</title>
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	<description>Centro Medico ed Estetico</description>
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		<title>L&#8217;alluce rigido</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2022 14:50:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; Per alluce rigido si intende un alluce che perde la sua normale mobilità articolare a causa dell’artrosi che colpisce l&#8217;articolazione metatarso-falangea del primo dito del piede. Può essere primario o secondario a seconda della causa che l&#8217;ha generato e colpisce prevalentemente gli uomini tra i 30 e i 60 anni di età. Le cause, come tutti i processi artrosici, possono essere dovute&#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a class="dt-single-image" href="https://www.centroathenanapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/allucerigido.jpg" data-dt-img-description=""><img class="alignnone size-large wp-image-36872" src="https://www.centroathenanapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/allucerigido-1024x986.jpg" alt="allucerigido" width="1024" height="986" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Per <strong>alluce rigido</strong> si intende un alluce che <strong>perde la sua normale mobilità articolare</strong> a causa dell’artrosi che colpisce l&#8217;articolazione metatarso-falangea del primo dito del piede. Può essere <em>primario</em><em> </em>o <em>secondario</em> a seconda della causa che l&#8217;ha generato e colpisce prevalentemente gli uomini tra i 30 e i 60 anni di età.</p>
<p style="text-align: justify;">Le cause, come tutti i processi artrosici, possono essere dovute ad esiti di fratture, microtraumi oppure alterazioni anatomiche congenite, a volte per diversi fattori nei quali un&#8217;unica causa non è determinabile. Vi sono poi le malattie sistemiche (gotta, reumatismi), infiammatorie (es. artrite reumatoide) o insuccessi di precedente interventi. I sintomi consistono prevalentemente in un <strong>dolore articolare</strong> ingravescente con notevole limitazione funzionale e nei casi più avanzati nella deformità dell&#8217;articolazione sino all’anchilosi (per questo motivo, l&#8217;alluce rigido viene chiamato anche <strong>Hallux limitus</strong><strong> </strong>o<strong> </strong><strong>flexus)</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dolore può poi indurre il paziente a deambulare facendo gravare il peso del corpo sul margine esterno della pianta del piede predisponendo all&#8217;insorgenza di <strong>arrossamento doloroso,</strong><strong> </strong><strong>calli</strong><strong> </strong>e<strong> </strong><strong>duroni</strong> in prossimità delle altre dita del piede, arrossamento del quinto metatarso e tendinite dei peronei o borsite. La diagnosi è semplice e può bastare un attento <strong>esame obiettivo</strong> ed una <strong>radiografia</strong>. Nei casi iniziali (fondamentale intervenire precocemente per arrestare la degenerazione articolare) è utile l’utilizzo di tutori e/o calzature adeguate che evitano l’iperflessione e l’iperestensione dell’alluce (Talvolta, vengono indicate <strong>calzature tipo MBT</strong> (cioè a dondolo), in quanto consentono di ridurre il movimento della prima articolazione metatarso-falangea durante la deambulazione), terapia farmacologica (FANS, CCS ed adiuvanti), <strong>farmaci intra-articolari</strong> (infiltrazioni di cortisone) e la terapia riabilitativa (rieducazione motoria e terapia fisica strumentale come laser ND-Yag, combinata o meno a crioterapia, tecar terapia, magnetoterapia, ultrasuoni).</p>
<p style="text-align: justify;">Quando le più semplici cure conservative non sortiscono effetti antinfiammatori desiderati si ricorre alla <strong>cura chirurgica</strong>. Naturalmente ogni caso viene valutato in maniera specifica, ma sostanzialmente gli <em>interventi di artroplastica o di artrodesi</em><em> </em>sono quelli più comunemente effettuati.</p>
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		<title>La lombocruralgia</title>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2022 19:37:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tutti hanno almeno una volta sentito parlare di lombosciatalgia, tuttavia altrettanto importante è un altro disturbo e cioè la lombocruralgia. In entrambi i casi c’è un dolore lombare (lombalgia) ma nella sciatalgia il dolore è irradiato lungo il decorso del nervo sciatico, dal gluteo alla parte posteriore della coscia e postero-laterale della gamba, fino alla caviglia mentre nella cruralgia il&#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="dt-single-image" href="https://www.centroathenanapoli.it/wp-content/uploads/2022/05/lombocruralgia.jpg" data-dt-img-description=""><img class="alignnone size-large wp-image-36847" src="https://www.centroathenanapoli.it/wp-content/uploads/2022/05/lombocruralgia-1024x986.jpg" alt="lombocruralgia" width="1024" height="986" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Tutti hanno almeno una volta sentito parlare di lombosciatalgia, tuttavia altrettanto importante è un altro disturbo e cioè la<strong> lombocruralgia</strong>. In entrambi i casi c’è un dolore lombare (lombalgia) ma nella <strong>sciatalgia</strong> il dolore è irradiato lungo il decorso del nervo sciatico, dal gluteo alla parte posteriore della coscia e postero-laterale della gamba, fino alla caviglia mentre nella <strong>cruralgia</strong> il dolore è avvertito lungo la faccia anteriore o antero-interna della coscia, lungo il decorso del nervo crurale.</p>
<p style="text-align: justify;">Le cause possono essere molteplici (traumi, ernie del disco lombare, tumori vertebrali lombari o grandi ematomi situati vicino alla colonna vertebrale) con fenomeni di compressione o processi irritativi a carico del nervo crurale o delle radici spinali da cui deriva. Più raramente le cause sono irregolarità da parte di una o più vertebre adiacenti, dovute per esempio a <strong>fratture vertebrali</strong>, <strong>osteoporosi</strong> o <strong>artrosi</strong> con formazione di <strong>osteofiti</strong>, il restringimento del canale vertebrale (<strong>stenosi vertebrale lombare</strong>).</p>
<p style="text-align: justify;">I più caratteristici sintomi della lombocruralgia sono il dolore alla porzione anteriore e/o interna della coscia e il dolore alla schiena, di solito a livello del tratto lombare della colonna vertebrale. Queste due sensazioni dolorose possono comparire in maniera improvvisa – per esempio dopo uno sforzo – oppure in modo graduale. Nei casi più severi di lombocruralgia ai sintomi già descritti possono accompagnarsi altre problematiche, quali intorpidimento e formicolio nelle zone anatomiche percorse dal nervo crurale, e senso di debolezza a carico dell&#8217;arto inferiore interessato. Nei casi più gravi vi può essere l&#8217;atrofizzazione del muscolo quadricipite e la perdita della capacità estensiva del ginocchio e della capacità di flessione dell&#8217;anca.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla diagnosi si arriva con un accurato <strong>esame obiettivo</strong> ed un&#8217;approfondita <strong>anamnesi</strong>, <strong>esami radiologici</strong> (raggi X , la risonanza magnetica nucleare  o la TAC, l&#8217;<strong>elettromiografia</strong>). Bisogna stare molto attenti alla diagnosi differenziale con problemi viscerali (in particolare valutando la funzionalità renale, eventuali tumori della prostata che possono dare metastasi, disfunzioni ginecologiche, problemi dell’aorta addominale).<strong> Un dolore cruralgico può essere determinato anche dalla nevralgia dell’otturatore, da una</strong> <strong>coxartrosi</strong>, da una <strong>pubalgia</strong>. Altre condizioni che bisogna sempre escludere sono una <strong>osteonecrosi della testa femorale</strong>,<strong> </strong>in cui l’anca è libera meccanicamente ma è presente zoppia e dolori inguinali. La terapia della lombocruralgia prevede, prima di tutto, una terapia finalizzata alla cura delle cause scatenanti (<strong>terapia causale con la rimozione delle cause compressive o di danno</strong>) e, in secondo luogo, una terapia mirata ad alleviare i sintomi (<strong>terapia sintomatica</strong>).</p>
<p style="text-align: justify;">La classica terapia sintomatica adottata in caso di lombocruralgia prevede: <strong>riposo</strong> dall&#8217;attività fisica, ma non l&#8217;immobilità, l&#8217;assunzione di <strong>analgesici e antinfiammatori non steroidei</strong> (<strong>FANS</strong>). <strong>Nella fase post acuta ci si può giovare della terapia fisica strumentale e riabilitativa.</strong> Scopo di questa fase sarà combattere l’infiammazione andando ad agire sia sulla componente di compressione a livello del disco sulla radice nervosa, sia ridurre l’edema che provoca sostanzialmente i sintomi di lombocruralgia. Per agire direttamente sulla radice nervosa è assolutamente di grande aiuto il Laser yag ad alta potenza. In aiuto per combattere il dolore da contrattura muscolare ci sarà la Tecarterapia. Durante l’applicazione di questa terapia, il paziente avvertirà una gradevole e terapeutica sensazione di calore, che appunto favorirà l’allentamento della contrattura. In questa fase, che ricordiamo avviene subito dopo la fase acuta, si potrà inserire gradatamente, a discrezione del fisioterapista  una terapia di mobilizzazione del tratto lombare mediante esercizi respiratori (che agiscono sul diaframma la cui contrattura, può provocare una tensione sulle prime vertebre lombari), e del pompage. Una volta che i sintomi sono regressi, e migliorata la condizione generale con una riduzione del 50% del dolore iniziale, si potrà cominciare un trattamento di rieducazione posturale globale. La prevenzione prevede il mantenimento di un buon tono muscolare, in particolare di quei muscoli che i medici riconoscono come “<em>core</em>”. Il “<em>core</em>” è la parte funzionale del corpo umano data dall&#8217;insieme dei muscoli addominali, obliqui, lombari e paravertebrali, <em>stretching</em> per migliorare la flessibilità dei muscoli del tratto lombosacrale della schiena e dei muscoli ischio-crurali mediante tecniche posturali, acquisizione della corretta tecnica di sollevamento di un peso (busto eretto, ginocchia flesse ecc.), corrette abitudini alimentari, controllo del peso corporeo, attività fisica regolare e stile di vita orientato al benessere.</p>
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		<title>La Hoffite o sindrome di Hoffa</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Dec 2021 16:55:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La rotula, in sede posteriore, si adagia su un cuscinetto adiposo chiamato corpo di Hoffa. Tale struttura è importante per favorire lo scorrimento della rotula durante il movimento di flessione ed estensione del ginocchio. Un&#8217;infiammazione di tale struttura provoca la sindrome del corpo adiposo di Hoffa (Hoffite) che si caratterizza per un dolore in sede&#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a class="dt-single-image" href="https://www.centroathenanapoli.it/wp-content/uploads/2021/12/hoffite.jpg" data-dt-img-description=""><img class="alignnone size-large wp-image-36801" src="https://www.centroathenanapoli.it/wp-content/uploads/2021/12/hoffite-1024x986.jpg" alt="hoffite" width="1024" height="986" /></a></p>
<p>La rotula, in sede posteriore, si adagia su un cuscinetto adiposo chiamato corpo di Hoffa. Tale struttura è importante per favorire lo scorrimento della rotula durante il movimento di flessione ed estensione del ginocchio. Un&#8217;infiammazione di tale struttura provoca la sindrome del corpo adiposo di Hoffa (Hoffite) che si caratterizza per un dolore in sede anteriore al ginocchio.</p>
<p>Particolare attenzione va posta alla diagnosi differenziale  perché le cause di dolore anteriore di ginocchio possono essere molteplici come una infiammazione della rotula o del legamento rotuleo essendo tali strutture tutte vicine. Molto spesso infatti i sintomi di irritazione del cuscinetto adiposo possono essere scambiate per la sindrome rotulea. La causa più comune di tale affezione è un trauma contusivo compressivo che determina uno schiacciamento del cuscinetto adiposo tra il condilo femorale e la rotula con conseguente irritazione e gonfiore e successivo attrito con le strutture circostanti. <strong>Questo</strong><strong> circolo vizioso innesca il quadro clinico della sindrome di Hoffa</strong>.</p>
<p>A volte possono subentrare fattori biomeccanici predisponendo un individuo ad una tale condizione come il recurvatum di ginocchio, un’inclinazione pelvica anteriore o un’anomala struttura muscolare del quadricipite pertanto è sempre necessario un accurato esame clinico. I sintomi dunque sono dolore e gonfiore intorno alla parte inferiore e sotto la rotula e dolore nell’iperestensione del ginocchio o nell’accosciamento prolungato.</p>
<p>La cura prevede il riposo e la sospensione  momentanea di determinate attività che possono peggiorare i sintomi come la corsa, balzi e posture con ginocchio piegato in modo prolungato. Utilissime risultano essere le terapie fisiche strumentali quali la criolaserforesi, crioelettroforesi con medicamento (FANS, CCS..), Laser Nd-Yag + Crioterapia, Tecar terapia etc. Il taping neuromuscolare, dando un supporto alla rotula, può ridurre l’attrito delle strutture circostanti, specie durante le attività sportive. Superata la fase infiammatoria andranno avviati esercizi di rinforzo muscolare settoriale e propriocettivi. Nei casi più resistenti ci possono utilizzare anche anti-infiammatori non steroidei e steroidei</p>
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