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	<title>Centro Athena Napoli &#187; fisioterapia</title>
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	<description>Centro Medico ed Estetico</description>
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		<title>Un nuovo approccio per la fisioterapia riabilitativa</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jul 2024 13:16:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La fisioterapia deve fondarsi su percorsi personalizzati e non su rigidi protocolli. Il segreto di un’adeguata ed efficace fisioterapia è quello di evitare rigidi protocolli. Il percorso riabilitativo deve infatti essere adattato al paziente, valutando tutte le necessità di quest’ultimo: da quelle organizzative (numero e frequenza delle sedute, appuntamenti presso la struttura riabilitativa o a&#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>La fisioterapia deve fondarsi su percorsi personalizzati e non su rigidi protocolli.</h1>
<p>Il segreto di un’adeguata ed efficace fisioterapia è quello di evitare rigidi protocolli. Il percorso riabilitativo deve infatti essere adattato al paziente, valutando tutte le necessità di quest’ultimo: da quelle <strong>organizzative</strong> (numero e frequenza delle sedute, appuntamenti presso la struttura riabilitativa o a domicilio) a quelle più squisitamente <strong>mediche</strong>, senza trascurare nemmeno gli <strong>aspetti economici</strong>.</p>
<p>Le possibilità sono davvero numerose ed è evidente che bisogna cucirle sul paziente, proprio come un sarto confeziona un abito su misura.</p>
<p>Inoltre, un altro aspetto da non trascurare è l’assegnazione del paziente al giusto <strong>terapista della riabilitazione</strong>. Non è sufficiente individuare la terapia più appropriata, ma anche il terapista giusto per quel paziente. Il fisioterapista è il <strong>riferimento del percorso riabilitativo</strong> che deve svolgersi in un contesto di fiducia, nel quale vanno compresi i bisogni del paziente fornendogli, oltre ad un’appropriata terapia, un <strong>supporto psicologico e morale</strong>.</p>
<p>La fisioterapia necessita della partecipazione del paziente in ogni fase e laddove quest’ultimo non fosse motivato, è lecito aspettarsi un fallimento. Dunque, il futuro della moderna fisioterapia non sono i protocolli ma bensì la <strong>personalizzazione</strong>, in una proposta riabilitativa che valuti tutte le necessità del paziente, logistiche economiche e cliniche, all’interno di un rapporto di qualità.</p>
<h2>Ciò è già realtà al centro Athena, dove la personalizzazione del percorso fisioterapico ad opera dello staff, è solo il punto di partenza.</h2>
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		<title>La cervicalgia</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jun 2023 16:48:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La cervicalgia (dolore localizzato alla regione cervicale) è un disturbo muscolo-scheletrico molto diffuso e può essere acuta o cronica. La cervicalgia di natura muscolare  è una delle forme più comuni e frequenti, spesso di tipo acuto, che può conseguire ad una postura non corretta oppure a seguito di una brusca flesso-estensione dei muscoli del collo (colpo&#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a class="dt-single-image" href="https://www.centroathenanapoli.it/wp-content/uploads/2023/06/cervicalgia.jpg" data-dt-img-description=""><img class="alignnone size-large wp-image-36958" src="https://www.centroathenanapoli.it/wp-content/uploads/2023/06/cervicalgia-1024x986.jpg" alt="cervicalgia" width="1024" height="986" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La cervicalgia (<strong>dolore localizzato alla regione cervicale)</strong> è un disturbo muscolo-scheletrico molto diffuso e può essere acuta o cronica. La <strong><em>cervicalgia di natura muscolare  </em></strong>è una delle forme più comuni e frequenti, spesso di tipo acuto, che può conseguire ad una <strong>postura non corretta</strong> oppure a seguito di una brusca flesso-estensione dei muscoli del collo (colpo di frusta).</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong><em>cervicalgia di natura vertebrale</em></strong> ha prevalentemente carattere cronico ed è quella legata alla cervicartrosi. E’ una <strong>patologia degenerativa del rachide cervicale</strong> che si accompagna a deformazioni ipertrofiche delle vertebre cervicali, con presenza di osteofiti che restringono il canale midollare e una diminuzione del diametro dei forami vertebrali predisponendo ad un eventuale sindrome compressiva dei nervi o anche del midollo nei casi di stenosi del canale spinale causando una radicolopatia oppure una mielopatia spondilosica. In tali casi alla cervicalgia si può sommare un dolore diffuso all’arto superiore (cervicobrachialgia) con disturbi di forza (ipostenia) e/o deficit sentitivi (parestesie) e nei casi più gravi anche una moderata tetraparesi. Altre cause di cervicalgia possono essere rappresentate da artrite reumatoide, ernia discale cervicale, emorragia sub-aracnoidea, linfoadenite laterocervicale, etc.  La cervicalgia è percepita come un dolore costante e di entità variabile a livello del collo e può assumere il tipico carattere del “torcicollo” con ostacolo ai naturali movimenti del tratto cervicale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A volte possono associarsi sintomi neurologici come</strong> intorpidimento e formicolio localizzato, brachialgia, debolezza del braccio e della mano ma talvolta possono essere presenti parestesie, sotto forma di formicolii o sensazioni di calore, in varie parti del corpo. Altri sintomi meno specifici sono rappresentati da una sensazione d&#8217;instabilità stando in piedi a occhi chiusi e disturbi dell&#8217;equilibrio nei cambiamenti di posizione, disturbi del sonno, fascicolazioni, disturbi dell&#8217;udito (acufeni).</p>
<p style="text-align: justify;">La diagnosi è clinica ma ci si avvale anche di indagini strumentali che spaziano dalla radiografia diretta del rachide cervicale alle ultime acquisizioni della diagnostica per immagini quali la Risonanza Magnetica Nucleare. In presenza di sintomi neurologici può essere utile uno studio elettroneurofisilogico. Si deve premettere che non tutti i casi di cervicalgia richiedono l’utilizzo di terapie. Un buon numero di casi di cervicalgia semplice, legata a stiramento delle strutture muscolo- legamentose e tendinee del collo, <em>guariscono in un lasso di tempo relativamente breve</em> (max 2 giorni). Sono queste le forme che si giovano di trattamenti a base di caldo e massaggi per rilassare la muscolatura. Nel caso invece di contratture muscolari e di dolore persistente o ancora peggio di sintomi neurologici associati si impone il ricorso a trattamenti di maggiore efficacia con farmaci (CCS, FANS, miorilassanti, adiuvanti), infiltrazioni locoregionale di sostanze medicamentose, agopuntura, terapie strumentali (Tecar, TENS, Infrarossi, Laser terapia), massoterapia. Se la cervicalgia insorge di frequente oppure dura per un prolungato periodo di tempo, per migliorare la funzionalità della zona cervicale e consentire al soggetto di mantenere le sue attività abituali, parallelamente all’utilizzo di terapie farmacologiche, strumentali e massofisioterapiche, è necessario intraprendere un percorso riabilitativo con esercizi specifici per il collo e posturali, norme educative e comportamentali per affrontare la paura del movimento associata al dolore che spesso condiziona le attività quotidiane.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il morbo di Osgood-Schlatter</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2022 20:56:55 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="dt-single-image" href="https://www.centroathenanapoli.it/wp-content/uploads/2022/03/morboosgoodschlatter.png" data-dt-img-description=""><img class="alignnone size-large wp-image-36825" src="https://www.centroathenanapoli.it/wp-content/uploads/2022/03/morboosgoodschlatter-1024x986.png" alt="morboosgoodschlatter" width="1024" height="986" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Prende il nome dall&#8217;ortopedico statunitense Robert Bayley Osgood e dal chirurgo svizzero Carl Schlatter, che per primi l&#8217;hanno descritta, agli inizi del XX secolo. Noto anche come “apofisite del tubercolo tibiale”, è una condizione prettamente giovanile che scaturisce da una sofferenza di natura infiammatoria a livello della tuberosità tibiale, ossia la prominenza anteriore dell&#8217;epifisi distale della tibia su cui trova inserzione il tendine rotuleo.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante i movimenti di piegamento ed estensione del ginocchio il muscolo quadricipite femorale della coscia opera una contrazione sul tendine rotuleo e indirettamente sulla tuberosità tibiale esercitando una trazione nei confronti della prominenza che lo unisce alla tibia. In medicina il termine &#8220;apofisite&#8221; indica una varietà di <strong>osteocondrosi</strong>, caratterizzata dall&#8217;infiammazione di un&#8217;<strong>apofisi</strong>, ossia una proienzione o un&#8217;escrescenza di un osso del corpo umano.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella quasi totalità dei casi è una condizione passeggera che si risolve spontaneamente alla conclusione dello sviluppo osseo tipico dell&#8217;età adolescenziale (in particolare, a soffrirne maggiormente sono i maschi di età compresa tra i 10 e i 15 anni). All&#8217;insorgenza del morbo di Osgood Schlatter concorrono infatti l&#8217;<strong>immaturità ossea della tuberosità tibiale</strong>, tipica degli anni dell&#8217;adolescenza, e un <strong>meccanismo anomalo di trazione del tendine rotuleo</strong>, nei confronti della tuberosità tibiale stessa. Nei soggetti con morbo di Osgood Schlatter, infatti, la condizione scaturisce da una sollecitazione insolita, da parte del tendine rotuleo, di una tuberosità tibiale non ancora completamente ossificata, come quella presente appunto negli adolescenti di 10-15 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Fattori di rischio sono <strong>sports </strong> in cui sono prevalenti <strong>corsa</strong> e <strong>salti</strong>, una certa <strong>predisposizione genetica</strong> allo sviluppo della condizione in questione, uno <strong>squilibrio tra la crescita scheletrica e la crescita dell&#8217;apparato muscolo-legamentoso</strong>, tale per cui l&#8217;accrescimento osseo anticipa, in quanto più rapido, l&#8217;accrescimento di muscoli e legamenti. Il più delle volte colpisce una sola gamba, ma si può verificare anche in entrambe le gambe contemporaneamente. I tipici sintomi del morbo di Osgood Schlatter sono dolore (che <strong>peggiora con l&#8217;attività fisica</strong> e <strong>migliora con il riposo)</strong> e gonfiore appena sotto il ginocchio, appunto laddove il tendine rotuleo si aggancia alla tuberosità tibiale.</p>
<p style="text-align: justify;">A volte la migrazione della tuberosità tibiale comporta un cambio dell&#8217;area di ossificazione di quest&#8217;ultima nonché la formazione di una protuberanza anomala sotto il ginocchio. In presenza di una corretta gestione terapeutica della condizione la sopraccitata protuberanza anomala e lo spostamento della sede di ossificazione della tuberosità tibiale <strong>non hanno alcuna ripercussione</strong> <strong>futura</strong> sulle funzionalità di tendine rotuleo, ginocchio e/o muscolo quadricipite femorale. La diagnosi si basa sull&#8217;esame obiettivo e sull&#8217;anamnesi, nei casi dubbi o per diagnosi differenziale possono essere richiesti esami strumentali (esami radiografici ed ecografici in prima istanza).</p>
<p style="text-align: justify;">La terapia prevede innanzitutto il <strong>riposo</strong> dalle attività che producono dolore indirizzando temporaneamente il paziernte verso pratiche fisiche che non provochino dolore (cross training). L&#8217;applicazione di <strong>ghiaccio</strong> sulla zona dolente per 15 minuti, ripetuta almeno 4-5 volte al giorno. L&#8217;assunzione, nei momenti di maggior dolore, di un <strong>antinfiammatorio</strong> (FANS) e l&#8217;utilizzo di un <strong>tutore per il ginocchio</strong> con funzione di supporto per il tendine rotuleo. Successivamente andranno iniziati <strong>Esercizi di stretching</strong><strong> </strong><strong>e rinforzo muscolare</strong>, finalizzati a migliorare l&#8217;elasticità e il tono del muscolo quadricipite femorale. Gli esperti hanno osservato che un muscolo quadricipite femorale più elastico e più forte riduce gli effetti che la tensione anomala del tendine rotuleo produce ai danni della tuberosità tibiale. Solo se i sintomi del morbo di Osgood Schlatter persistono anche al termine del picco di crescita ossea adolescenziale, è molto probabile che il paziente debba sottoporsi a un <strong>intervento di</strong> <strong>chirurgia</strong>. La prognosi in caso di morbo di Osgood Schlatter è generalmente benevola; solo in rari casi, infatti, la condizione può dar luogo a complicanze o rendere necessario il ricorso alla chirurgia.</p>
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		<title>La malattia di Sever-Blanke</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jan 2022 10:42:37 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a class="dt-single-image" href="https://www.centroathenanapoli.it/wp-content/uploads/2022/01/severblanke.png" data-dt-img-description=""><img class="alignnone size-large wp-image-36815" src="https://www.centroathenanapoli.it/wp-content/uploads/2022/01/severblanke-1024x986.png" alt="severblanke" width="1024" height="986" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>malattia di Sever</strong> o <strong>Morbo di Sever-Blanke</strong> (<strong>apofisite calcaneale</strong>)  è una causa comune di dolore al tallone che si presenta principalmente nei bambini, nel periodo di crescita (età di circa 8-13 anni). Si riscontra, generalmente, nei ragazzi che praticano sport che richiedo corsa e salti ripetitivi, come basket, calcio, atletica e ginnastica. Si ritiene infatti che questa sia una problematica causata da microtraumi ripetitivi derivanti dalla trazione del tendine di Achille sull&#8217;apofisi non consolidata.</p>
<p style="text-align: justify;">Fattori di rischio sono una eccessiva o aumentata attività sportiva, sport ad alto impatto, limitata dorsiflessione della caviglia, corsa su superfici dure,  calzature improprie, tensione del tendine d’Achille, anomalie biomeccaniche del piede, obesità. I sintomi possono interferire con la partecipazione sportiva per diversi mesi ed influiscono negativamente sulla qualità di vita del bambino anche se è una condizione autolimitante, che tende a risolversi spontaneamente una volta concluso il processo di crescita.</p>
<p style="text-align: justify;">Tale condizione si presenta con <strong>dolore all’inserzione del tendine di Achille</strong>, lieve gonfiore, dolore durante la dorsiflessione passiva della caviglia, dolore nel sollevarsi sulle punte dei piedi, test di compressione del calcagno (<strong>squeeze test</strong>) positivo, a volte zoppia. Il dolore peggiora durante e dopo l&#8217;attività, in particolar modo quando corre e/o salta o in alcuni casi anche durante il cammino e migliora con il riposo.</p>
<p style="text-align: justify;">La malattia di Sever è una diagnosi clinica e l&#8217;imaging, solitamente, non risulta essere necessario a tale scopo, eccetto nei casi atipici o di dolore persistente per una corretta diagnosi differenziale (processo infettivo, reumatologico, infiammatorio, neurologico, ecc.). I bambini che soffrono di questa condizione possono lamentare dolore, in alcuni casi, per 5-6 mesi e in questo caso l&#8217;unico modo per non soffrirne più è interrompere l&#8217;attività sportiva o al massimo concedersi delle lezioni di nuoto a bassa intensità. Il dolore può tuttavia ripresentarsi quando il ragazzo ritorna alla normale attività fisica soprattutto se persiste la condizione di sovrappeso. Il trattamento ha come obiettivo principale la riduzione del dolore che interferisce con le attività.</p>
<p style="text-align: justify;">La gestione di tale patologia include un<strong> riposo relativo</strong> e la <strong>modificazione delle attività che riproducono il dolore</strong>: non vi sono, infatti, prove che un riposo assoluto, e quindi un ritiro completo dall’attività sportiva, acceleri il processo di guarigione. È possibile continuare a partecipare alle attività sportive se il dolore si risolve poi con il riposo e se non limita i movimenti e le azioni di un determinato sport. <strong>Ghiaccio e FANS</strong> (farmaci antinfiammatori non steroidei) possono essere utili per alleviare il dolore. Potrebbe essere importante anche modificare le calzature utilizzate, inserendo suole ammortizzanti, plantari o dei rialzi per il tallone, che potrebbero avere effetto nella riduzione del dolore e nella gestione delle attività. Infine, un programma di stretching, mobilizzazioni, esercizio terapeutico, training neuromuscolare che ponga l’attenzione sull’arto inferiore e l’applicazione di <strong>taping</strong>, può aiutare nella gestione della malattia di Sever. È utile consultare un <strong>medico Fisiatra</strong> per migliorare la sintomatologia, per la gestione del carico, per ottenere tutte le informazioni su questa problematica e per continuare a svolgere le attività nel modo più adeguato.</p>
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		<title>Orari estivi e chiusura Centro Athena</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2021 20:02:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Orari e chiusure estive 2021 della nostra sede in Via Giuseppe Orsi, 25. Lo staff del Centro Athena augura a tutti voi buone vacanze! ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a class="dt-single-image" href="https://www.centroathenanapoli.it/wp-content/uploads/2021/07/image0-1.jpeg" data-dt-img-description=""><img class=" size-large wp-image-36760 aligncenter" src="https://www.centroathenanapoli.it/wp-content/uploads/2021/07/image0-1-576x1024.jpeg" alt="image0 (1)" width="576" height="1024" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span class="pq6dq46d tbxw36s4 knj5qynh kvgmc6g5 ditlmg2l oygrvhab nvdbi5me sf5mxxl7 gl3lb2sf hhz5lgdu"><img src="https://www.facebook.com/images/emoji.php/v9/t63/1.5/16/26a0.png" alt="⚠️" width="16" height="16" /></span> Orari e chiusure estive 2021 della nostra sede in Via Giuseppe Orsi, 25.</p>
<p>Lo staff del Centro Athena augura a tutti voi buone vacanze! <span class="pq6dq46d tbxw36s4 knj5qynh kvgmc6g5 ditlmg2l oygrvhab nvdbi5me sf5mxxl7 gl3lb2sf hhz5lgdu"><img src="https://www.facebook.com/images/emoji.php/v9/tb6/1.5/16/1f3d6.png" alt="????" width="16" height="16" /></span><span class="pq6dq46d tbxw36s4 knj5qynh kvgmc6g5 ditlmg2l oygrvhab nvdbi5me sf5mxxl7 gl3lb2sf hhz5lgdu"><img src="https://www.facebook.com/images/emoji.php/v9/tb8/1.5/16/1f31e.png" alt="????" width="16" height="16" /></span><span class="pq6dq46d tbxw36s4 knj5qynh kvgmc6g5 ditlmg2l oygrvhab nvdbi5me sf5mxxl7 gl3lb2sf hhz5lgdu"><img src="https://www.facebook.com/images/emoji.php/v9/td8/1.5/16/1f60a.png" alt="????" width="16" height="16" /></span></p>
<p style="text-align: center;">
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