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	<title>Centro Athena Napoli &#187; morbodidupuytren</title>
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		<title>Morbo di Dupuytren</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jul 2025 09:48:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il morbo di Dupuytren è una malattia, il cui nome deriva dal Barone Guillaume Dupuytren (chirurgo francese che nel 1826 ne descrisse il quadro clinico), caratterizzata da un progressivo ispessimento e successiva retrazione dell’aponeurosi palmare, cioè quella sottile membrana che protegge il palmo della mano e che si trova appena sotto la cute. Ciò porta&#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Il morbo di Dupuytren è una malattia, il cui nome deriva dal Barone Guillaume Dupuytren (chirurgo francese che nel 1826 ne descrisse il quadro clinico), caratterizzata da un progressivo ispessimento e successiva retrazione dell’aponeurosi palmare, cioè quella sottile membrana che protegge il palmo della mano e che si trova appena sotto la cute.</h2>
<p>Ciò porta ad una <strong>flessione di una o più dita della mano</strong> in modo permanente e dunque ad una perdita di funzionalità. Colpisce più frequentemente i <strong>soggetti di sesso maschile dopo i 50 anni</strong> ed è spesso bilaterale. Questa patologia è subdola, perché non provoca dolore, ed evolve nel giro di alcuni anni.</p>
<p><strong>Nelle prime fasi</strong> è caratterizzata dalla formazione di noduli fibrosi nell’aponeurosi palmare e successivamente quest’ultima si ritrae formando dei cordoni visibili sul palmo e provocando <strong>una progressiva ed invincibile flessione delle dita verso il palmo</strong>. Le cause dell’insorgenza di questa patologia sono ignote, anche se il Barone Dupuytren che la osservò nel suo cocchiere ipotizzò che i microtraumatismi dovuti all’attività lavorativa potessero essere responsabili del quadro clinico. Nel tempo si è scoperto che questa malattia è però <strong>ereditaria</strong> ed associata ad alcuni <strong>fattori di rischio come il diabete e l’abuso di alcol</strong>.</p>
<p>La<strong> diagnosi</strong> è prevalentemente clinica e la malattia può essere trattata chirurgicamente con un’operazione di <strong>tenolisi</strong>. L’intervento però non deve essere eseguito troppo precocemente e nemmeno troppo tardivamente, quando le eccessive aderenze e le forti retrazioni cicatriziali non renderebbero possibile una completa ripresa funzionale. A seconda dell’invasività dell’intervento, il decorso post-operatorio è più o meno lungo e richiede non solo la cicatrizzazione della ferita chirurgica, ma anche <strong>il recupero della funzionalità della mano operata</strong>. È infatti fondamentale che il paziente segua un <strong>percorso di fisioterapia</strong> per recuperare pienamente la capacità di usare la mano.</p>
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