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	<title>Centro Athena Napoli &#187; ultrasuonivomero</title>
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	<description>Centro Medico ed Estetico</description>
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		<title>Le contusioni: tipologie e rimedi</title>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2025 10:43:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le contusioni dovute a piccoli traumi diretti sono molto frequenti nella vita di tutti i giorni. È molto comune, infatti, ritrovarsi un ginocchio gonfio dopo una caduta o non riuscire a camminare dopo una botta al piede. Un evento molto diffuso tra chi pratica sport, ma non solo. Ma in cosa consistono effettivamente le contusioni&#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Le contusioni dovute a piccoli traumi diretti sono molto frequenti nella vita di tutti i giorni. È molto comune, infatti, ritrovarsi un ginocchio gonfio dopo una caduta o non riuscire a camminare dopo una botta al piede. Un evento molto diffuso tra chi pratica sport, ma non solo.<br />
Ma in cosa consistono effettivamente le contusioni e quali contromisure adottare in certi casi?</h2>
<p>Una contusione è la conseguenza di un<strong> trauma diretto</strong>, non penetrativo, e che dunque non compromette l&#8217;integrità dei tessuti colpiti. Nella contusione l&#8217;azione lesiva interessa principalmente i vasi sanguigni e linfatici, determinando uno <strong>stravaso ematico</strong> nello strato prossimo alla superficie della pelle.</p>
<p>Le contusioni sono di vario grado ed entità: <strong>dall&#8217;ecchimosi</strong> (il classico livido bluastro) alla formazione di un <strong>ematoma</strong> (raccolta di sangue con tumefazione superficiale), fino alla <strong>necrosi cutanea</strong> (cioè alla morte di uno strato di cellule della pelle). In tal caso, la cute che sovrasta la contusione appare prima pallida, poi nerastra (escara), quindi, in corrispondenza della lesione, si può sviluppare una piaga. Nei primi due casi invece la zona interessata dalla compressione o dallo schiacciamento si presenta con una chiazza rosso-violacea (stravaso ematico) che non scompare alla pressione. Con il trascorrere dei giorni, il colore della lesione traumatica vira dal violaceo al verde o giallo, fino a risolversi totalmente entro circa 15 giorni, quando l&#8217;infiltrazione sanguigna si riassorbe. Questa variazione cromatica dipende dalle <strong>modificazioni dell&#8217;emoglobina contenuta negli eritrociti</strong>, di colore rosso che, in assenza di ossigenazione polmonare, si trasforma in successione in <strong>metaemoglobina, ematina</strong> (verde-brunastra), <strong>emosiderina</strong> (verde-giallastra) ed <strong>ematoidina</strong> (gialla).</p>
<p>Oltre all&#8217;evidente stravaso ematico di colore rosso-violaceo, una contusione si associa tipicamente a <strong>dolore locale, gonfiore e sensazione di intorpidimento o tensione</strong>. Le contusioni si verificano più facilmente nei punti nei quali l&#8217;osso è più superficiale (es. ginocchio) e <strong>lo spessore dei tessuti molli è minore</strong> (per esempio, sulla tibia o sull&#8217;arcata sopracciliare).</p>
<p><strong>Il trattamento della contusione varia in base alla causa che ne è responsabile</strong>: nei traumi più banali, per esempio, non è necessario alcun trattamento, poiché si risolverà gradualmente entro pochi giorni. Nei traumi più importanti è fondamentale <strong>applicare una borsa del ghiaccio</strong> ed eventualmente una <strong>fasciatura compressiva</strong>. Il freddo ha una funzione emostatica (cioè riduce l&#8217;afflusso di sangue) e contribuisce ad alleviare dolore e gonfiore. In tal senso molto utili risultano anche alcune terapie fisiche come la <strong>criolaserforesi</strong> e la <strong>crioelettroforesi</strong>. Trascorse almeno 24-48 ore può essere indicato passare agli impacchi caldi perché il calore ha un effetto miorilassante e vasodilatatorio contribuendo alla riparazione dei tessuti nella parte lesa ed accelerando l&#8217;assorbimento dell&#8217;edema. In questa fase possono essere molto utili anche altre metodiche fisiche come la <strong>tecar</strong> e la <strong>laser terapia</strong> oppure gli <strong>ultrasuoni</strong>, specie negli ematomi, per evitare complicazioni come le calcificazioni. Nelle contusioni più profonde potrebbe servire anche una cura con <strong>farmaci antinfiammatori</strong> oltre a principi attivi naturali ad azione antiedemigena come l&#8217;arnica, la bromelina, l&#8217;ippocastano, l&#8217;ananas e l&#8217;escina.</p>
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		<title>Dito a scatto (tenosinovite stenosante del ﬂessore)</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Oct 2021 15:25:55 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="dt-single-image" href="https://www.centroathenanapoli.it/wp-content/uploads/2021/10/ditoascatto.png" data-dt-img-description=""><img class="alignnone size-large wp-image-36777" src="https://www.centroathenanapoli.it/wp-content/uploads/2021/10/ditoascatto-1024x986.png" alt="ditoascatto" width="1024" height="986" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il dito a scatto si manifesta con uno schiocco associato a dolore che avviene quando i tendini ﬂessori del dito fanno trazione in una porzione della guaina ﬂessoria detta puleggia A1. In pratica i tendini ﬂessori del dito (FSD e FPD) non riescono a scorrere liberamente sotto la puleggia A1 e ciò porta ad un brusco scatto quando il nodulo del tendine passa attraverso la puleggia ristretta.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scatto può avvenire nella ﬂessione e/o nell’estensione del dito e vengono colpiti di preferenza il pollice, il medio o l’anulare con maggior incidenza nelle persone costrette ad eseguire azioni ripetitive di presa, per motivi occupazionali o per hobby. Tra le altre cause del dito a scatto ci sono eventi traumatici, patologie come la gotta, il diabete, l’ipotiroidismo e la rizoartrosi. Si è inoltre osservata una maggiore incidenza nel sesso femminile dopo i 40 anni, causa probabilmente imputabile alla minor produzione di collagene, una sostanza che compone i principali tessuti molli, di cui fanno parte anche i tendini.I pazienti presentano spesso un <strong>nodulo palpabile </strong>nella zona della puleggia A1 cioè a livello della piega palmare distale. Una risoluzione spontanea a lungo termine del dito a scatto è molto rara pertanto se non trattato può restare un disturbo doloroso e sgradevole.</p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente il  <em>trattamento non chirurgico  </em>consiste in fisiokinesiterapia ed iniezioni di corticosteroidi nella guaina del tendine. La riabilitazione per questa patologia è molto importante e ha come obiettivi quelli di ridurre la tensione e la rigidità dei tessuti recuperando il più possibile la disfunzione di movimento (tecniche di terapia manuale, come le mobilizzazioni in trazione, il massaggio e trattamento di trigger point. Inoltre la TECAR terapia, magnetoterapia e LASER ad alta potenza , oltre che gli Ultrasuoni possono controllare l’infiammazione e ridurre il dolore mediante la stimolazione biologica del tessuto. Possono essere indicati tutori, più o meno rigidi per ridurre il carico sul tendine infiammato. La chirurgia del dito a scatto è una procedura relativamente semplice, eseguita con il paziente in anestesia locale. L’intervento prevede un’incisione di 1-2 cm nel palmo per identiﬁcare e dividere completamente la puleggia A1.</p>
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