La parola tendinite significa “infiammazione del tendine”, ma in realtà si dovrebbe parlare di peritendinite, cioè l’infiammazione del peritenonio, una sottile lamina connettivale a fibre intrecciate che avvolge tutto il tendine.

Le tendiniti possono verificarsi in presenza di lesioni subacute o acute e possono portare a rotture parziali o totali. La lendinosi descrive propriamente un processo degenerativo, asintomatico o sintomatico, che vede una progressiva modificazione della struttura istologica del tendine senza che sia presente una componente infiammatoria in misura importante e si verifica normalmente con l’avanzare dell’età.

Tale processo può essere favorito e accelerato da:
- alterazioni metaboliche (per es. iperglicemia, ipercolesterolemia);
- malattie sistemiche;
- microtraumatismi ripetuti;
- macro-traumi pregressi.

Pertanto, la tendinite può essere interpretata come esito di una serie di danni cumulativi, ciascuno dei quali deriva da un non completo processo di guarigione a seguito di microtrauma. Inoltre, l’incidenza delle tendinopatie tende ad aumentare con l’età ed è più frequente nel sesso maschile.

Le forme di tendinite più comunemente rappresentate sono:
- la tendinopatia dell’estensore comune del polso (epicondilite laterale);
- le tendinopatie della cuffia dei rotatori;
- le tendinopatie del tendine di Achille.

Nelle tendinopatie diverse cause possono concorrere in misura variabile all’instaurarsi di alterazioni del tessuto e alla loro manifestazione con sintomi dolorosi e limitazione funzionale: degenerazione da invecchiamento, sovraccarico funzionale in ambito sportivo e lavorativo, fattori anatomici, esposizione a farmaci, fattori metabolici, obesità.
In un tale contesto, la terapia fisica e riabilitativa risulta fondamentale. Da scartare il riposo (tranne nei casi di lesioni parziali o totali) perché, dopo un periodo di immobilizzazione di un arto, ad esempio, la massa muscolare si affievolisce ed i tendini diventano ancora più fragili e vulnerabili.
Va avviato, appena possibile, un programma di terapia fisica (laser, crioultrasuoni, tecar terapia etc.…) allo scopo di mitigare il processo infiammatorio e permettere la successiva mobilizzazione e tonificazione muscolare, che a sua volta dovrà essere seguita da un percorso propriocettivo.