
Il piede piatto è una condizione caratterizzata dalla riduzione o dalla completa scomparsa della volta plantare, ovvero dell’arco naturale situato nella parte interna del piede.
Nell’adulto può essere congenito, quando è presente fin dall’infanzia, oppure acquisito nel corso della vita in seguito a traumi, patologie reumatiche o neurologiche, oppure a una disfunzione del tendine tibiale posteriore, una delle principali strutture deputate al sostegno dell’arco plantare.
Uno squilibrio che coinvolge l’intero piede
La progressiva perdita della volta plantare determina una rotazione verso l’interno del retropiede (pronazione), con conseguente deviazione del tallone. Questa alterazione modifica anche l’allineamento dell’avampiede, che tende a ruotare verso l’esterno (supinazione), creando uno squilibrio biomeccanico che interessa l’intero piede.
Con il passare del tempo, queste modificazioni possono provocare un sovraccarico del tendine tibiale posteriore, favorendone la degenerazione e, nei casi più avanzati, anche la rottura. Inoltre, possono insorgere fenomeni artrosici a carico delle articolazioni del piede, con sintomi quali:
– dolore al piede e alla caviglia;
– rigidità articolare;
– riduzione della funzionalità;
– difficoltà nella deambulazione;
– dolore durante la stazione eretta prolungata.
L’importanza di una valutazione completa
Il piede piatto può influenzare anche la postura generale dell’organismo, favorendo alterazioni a carico di ginocchia, anche e colonna vertebrale. Per questo motivo è importante valutare il paziente nel suo insieme e non limitarsi al solo distretto del piede.
Il trattamento è inizialmente conservativo e viene personalizzato in base alla gravità della condizione. Può comprendere l’utilizzo di plantari su misura, quando indicati, associati a un percorso di fisioterapia, finalizzato alla riduzione del dolore, al miglioramento della funzionalità e alla correzione degli squilibri posturali. Nei casi più complessi o quando la terapia conservativa non risulta sufficiente, può essere presa in considerazione la chirurgia, scegliendo la tecnica più appropriata in base alle caratteristiche del paziente.
