rizoartrosi

La rizoartrosi è l’artrosi dell’articolazione trapezio-metacarpale che risiede alla base del pollice e da cui dipende il movimento di opposizione del primo dito della mano alle altre dita. E’ più spesso il risultato di una combinazione di fattori (età avanzata, sesso femminile, genetica, storia di infortuni a carico delle articolazioni del pollice ecc.), che non di una causa singola ma l’infiammazione dipende sempre dalla degenerazione e dal conseguente assottigliamento della cartilagine articolare dell’articolazione trapezio-metacarpale.

I sintomi sono caratteristici e sono rappresentati da dolore,  indolenzimento alla base del pollice, rigidità articolare e difficoltà di movimento. La diagnosi è clinica ed è confermata mediante un esame radiografico. La rizoartrosi può essere monolaterale o bilaterale. Agli esordi del processo infiammatorio tale corteo sintomatologico è presente soltanto quando il paziente esegue particolari movimenti con il pollice o quando il paziente è impegnato in attività manuali che richiedono una certa destrezza. Nelle fasi successive dell’infiammazione, invece, diviene, dapprima, una sensazione lieve a carattere transitorio (cioè “va e viene”) e, successivamente, una presenza costante di intensità variabile. Al culmine della rizoartrosi – ossia quando l’infiammazione è severa e la cartilagine articolare è ormai altamente deteriorata – il dolore in questione è molto intenso e presente in ogni istante della giornata, tanto da risultare di forte disturbo al sonno notturno.

Tra i trattamenti sintomatici della rizoartrosi figurano terapie conservative e terapie chirurgiche. Il ricorso tempestivo a una cura contro la rizoartrosi è importante per rallentare il processo degenerativo a carico della cartilagine articolare e posticipare le complicanze (deformazione a forma di Z del pollice, riduzione del volume dei muscoli (atrofia muscolare) della cosiddetta eminenza tenar..). Gli obiettivi del trattamento curativo sono ridurre lo stato infiammatorio, alleviare il dolore, ridurre il gonfiore, migliorare la mobilità articolare, permettere nuovamente al paziente di eseguire, con il pollice e la mano, gestualità fondamentali nel quotidiano. In genere, i medici danno precedenza alle terapie sintomatiche di natura conservativa, riservandosi di ricorrere alla chirurgia soltanto se la pratica conservativa non ha fornito alcun risultato (o i risultati forniti sono insoddisfacenti e il paziente continua a manifestare intenso dolore, rigidità articolare, gonfiore ecc.).

Tra i trattamenti conservativi per la rizoartrosi, figurano: riposo anche mediante uso di specifici tutori, ghiaccio alla base del pollice almeno 4-5 volte al giorno, la somministrazione di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) topici e per via orale, iniezioni dirette nelle articolazioni dolenti di corticosteroidi. La fisioterapia a scopo antalgico mediante terapie fisiche (tecar, laser terapia, magnetoterapia, ultrasuoni…) e terapie manuali che prevedano l’allungamento e il rinforzo dei muscoli e dei legamenti delle mani, in generale, e del pollice, in particolare. La terapia chirurgica della rizoartrosi comprende varie tipologie d’intervento, tra cui La ricostruzione della o delle articolazioni danneggiate, con l’inserimento di protesi, la fusione o il riallineamento delle porzioni ossee articolari oggetto dei processi infiammatori (trapezio e primo metacarpo), la rimozione di una parte dell’osso carpale trapezio mediante artroscopia, la rimozione dell’osso carpale trapezio, combinata alla ricostruzione dei legamenti. Secondo l’Arthritis Foundation (Fondazione per l’Artrite) di Atlanta (USA), una dieta sana, che contenga una grande varietà di frutta, verdure fresche, cereali integrali e carni magre, aiuterebbe a ridurre lo stato infiammatorio caratterizzante la rizoartrosi (e in generale tutte le varie forme di artrosi alle mani).
Tra i cibi maggiormente consigliati dagli esperti, rientrano: l’uva rossa, l’uva viola, la cipolla rossa, le mele rosse, i frutti di bosco, i broccoli, le verdure a foglia verde, i pomodori, le ciliegie, le prugne e gli agrumi.