
La sindrome da impingement subacromiale, detta anche sindrome da conflitto della cuffia dei rotatori o sindrome da conflitto acromiale, è una delle più frequenti cause di dolore alla spalla.
I soggetti più colpiti da sindrome da impingement subacromiale sono uomini e donne di età superiore ai 50 anni, che svolgono lavori manuali o attività sportive che prevedono il sollevamento reiterato delle braccia sopra la testa.
Questa condizione patologica è correlata a un’alterazione anatomica e/o funzionale della cuffia dei rotatori, composta da 4 muscoli: il sovraspinoso, il sottospinoso, il sottoscapolare e il piccolo rotondo. I loro rispettivi tendini passano attraverso uno spazio ristretto compreso tra l’acromion della scapola e la testa dell’omero. Normalmente, quando il braccio viene alzato oltre una certa angolazione (oltre i 45° rispetto al tronco), si verifica un restringimento fisiologico dello spazio subacromiale fra la testa dell’omero e l’acromion, dove la borsa subacromiale protegge lo scorrimento dei tendini della cuffia dei rotatori.
Nella sindrome da impingement, durante il movimento di sollevamento del braccio e nella fase di ritorno alla posizione iniziale, si viene a determinare una compressione eccessiva e ciò genera dolore e limitazione funzionale ma soprattutto si può arrivare a una graduale degenerazione dei tendini e, con il tempo, persino alla loro rottura.
Il restringimento può essere dovuto a cause anatomiche o alterazioni biomeccaniche della spalla (es. squilibrio e/o lesioni tra i muscoli della cuffia dei rotatori, artrosi o conformazione ad uncino dell’acromion, tensioni croniche, microtraumatismi ripetuti, borsiti, calcificazioni ecc.). La diagnosi è clinica e strumentale (RX, ecografia, RMN).
La causa principale della sindrome da impingement è lo squilibrio dei muscoli della cuffia dei rotatori, che generano un movimento anomalo della spalla e risultano incapaci di funzionare da stabilizzatori. Pertanto, specie in questi casi, risulta fondamentale la fisiochinesiterapia con metodiche antalgiche (laser, tecar, ultrasuoni, sistema super induttivo…) per ridurre l’infiammazione ed il dolore e la rieducazione motoria e propriocettiva oltre che esercizi specifici di tonificazione muscolare del cingolo scapolo-omerale per migliorare la biomeccanica articolare e ridurre quindi il conflitto. Nei casi più avanzati e laddove si siano già instaurate delle lesioni della cuffia dei rotatori o vi siano delle alterazioni anatomiche che favoriscono in conflitto ed il trattamento conservativo è fallito, vi è indicazione alla chirurgia.
